Lavori per studenti a Londra

Sono tanti gli italiani che ogni anno si spostano a Londra per studiare, cercare lavoro o entrambe le cose. Tuttavia non è sempre possibile trovare un impiego nell’immediato. Ci sono però alcune cose che si possono fare prima di partire per aumentare le probabilità di trovare un’occupazione, soprattutto considerando che non sarete gli unici a cercare lavoro e che Londra è una città molto competitiva. I datori di lavoro sono sempre più esigenti, considerando la vasta scelta che hanno, anche per lavori generici.

Bisogna innanzitutto capire se Londra è veramente il posto adatto per la vostra ricerca. Ad esempio, se volete lavorare in un customer service ci sono maggiori possibilità in altre zone d’Inghilterra e Scozia, dove spesso si fatica a trovare madrelingua italiani. A Londra i call center hanno un’ampia scelta di italiani che vivono e lavorano lì da tempo e che hanno un’ottima padronanza dell’inglese ed esperienza di lavoro nel Regno Unito; quindi non è facile per chi è appena arrivato dall’Italia riuscire a inserirsi subito nell’ambiente.

Anche se avete una laurea, senza un inglese fluente ed esperienza in un settore specifico, dovrete rassegnarvi ad accettare un lavoro temporaneo, nella ristorazione o comunque di tipo manuale, in quanto i tempi di assunzione per un lavoro più qualificato sono in genere più lunghi. C’è anche la possibilità di fare uno stage, ma spesso non pagato o pagato troppo poco per mantenersi a Londra. Vi consigliamo quindi di partire ben preparati per ridurre al minimo il periodo che vi servirà per cercare il lavoro che desiderate.

Usate bene i social network, in particolare Twitter e LinkedIn, per creare nuovi contatti. Spesso, infatti, chi utilizza i social media ottiene un lavoro migliore rispetto a chi segue i metodi più tradizionali. Cercate di redigere un CV fatto bene e in formato britannico, poiché nel mondo del lavoro è un prerequisito molto importante e un CV che non vi presenta bene non vi porterà molti colloqui. Preparatelo prima della partenza, per non perdere tempo sul posto e non usate il formato europeo, dovrete farne uno apposta per il mercato del lavoro britannico.

Cercate di arrivare in Inghilterra con un livello di inglese almeno sufficiente; i tempi dei ristoranti che assumevano lavapiatti che non parlavano inglese sono finiti per diversi motivi. Intanto perché è illegale assumere persone che devono lavorare in posti ritenuti potenzialmente pericolosi, come le cucine di un ristorante, che non parlano abbastanza inglese per essere formati e capire le norme di sicurezza. I piccoli ristoranti italiani a conduzione familiare disposti in passato a chiudere un occhio, ormai sono sempre meno; la maggior parte dei ristoranti di oggi appartiene a catene dove si seguono procedure standard. Con l’alta immigrazione di questi tempi assumere un lavoratore che non parla inglese quando è facile trovare persone che lo parlano è per molti un rischio inutile.

La prassi di chiedere lavoro direttamente ai locali non funziona più come un tempo, soprattutto per avere un impiego in regola. Molti preferiscono che si faccia regolare richiesta sul loro sito internet. Una volta arrivati a Londra potete sempre provare a distribuire il vostro curriculum di persona, ma dovete avere un piano alternativo e non contare solo su quello, soprattutto se non volete lavorare solo nelle cucine dei ristoranti. Internet rimane dunque il miglior canale per chi cerca lavoro a Londra. La maggior parte delle aziende hanno il loro sito web con sezioni dedicate all’invio delle candidature (application). Se non avete ancora le idee chiare su quali aziende contattare direttamente, ma avete in mente un settore che vi interessa, vi consigliamo di dare un'occhiata ai seguenti siti internet: Monster, Totaljobs, Guardian, Fish4.co.uk, Reed, Manpower, Crone Corkill e Office Angels. Ricordate però: migliorare il vostro livello di inglese deve comunque essere il vostro obiettivo. Non accontentatevi di un livello basso col quale lavorare e fare poco più. Conoscere bene la lingua del Paese che vi ospita aumenta la vostra qualità della vita, permettendovi di integrarvi meglio. Frequentare una scuola di inglese a Londra, alternandola con un lavoro, è un'ottima chance per imparare cose nuove e fare nuove amicizie.

Fondamentale è poi l’attivazione del NIN (National Insurance Number) e di un conto in banca. Molti datori di lavoro escludono a priori chi non possiede entrambe le cose. Il NIN è un numero personale, che verrà usato per identificarvi fiscalmente con l’azienda presso cui lavorerete e per accedere ai servizi sanitari. Si tratta di un requisito fondamentale per poter lavorare legalmente nel Paese. Vi basterà solo chiamare, chiedere un appuntamento e recarvi al Job Centre che vi indicheranno. Dato che solitamente ci vogliono giorni per ottenere l’appuntamento, il consiglio è di chiamare dall’Italia circa tre settimane prima di arrivare in modo che vi diano l’appuntamento il giorno dopo il vostro arrivo in Inghilterra. 

Cosa succederà dopo la Brexit?

Con il referendum del 23 giugno 2016, il Regno Unito ha deciso di non far più parte dell’Unione Europea. Quali saranno le conseguenze per gli italiani che vivono in UK e per coloro che vorranno trasferirsi qui in futuro? Nel breve termine, non ci saranno conseguenze; quando però il processo della Brexit sarà concluso, le regole per poter iniziare o continuare a lavorare in UK cambieranno. Probabilmente, chi potrà dimostrare di aver risieduto per un certo numero di anni nel Regno Unito e di aver lavorato e pagato le tasse, tendenzialmente non avrà problemi a rimanere. Chi invece vorrà trasferirsi in UK dopo la Brexit, troverà sicuramente qualche difficoltà in più rispetto al passato.

Al contrario della situazione attuale, non si avrà più il diritto automatico di lavorare nel Regno Unito in quanto membri dell’EU. Forse verrà introdotto un sistema a punti, simile a quello australiano, che comunque già si applica agli immigrati non-EU. In ogni caso, tutto dipenderà dagli accordi che verranno stipulati. Questo è l’inizio di una fase di grande incertezza e si capiranno meglio gli scenari possibili solo nei prossimi mesi. Quello che però si può già dire, almeno per Londra, è che l’economia britannica non può fare a meno dei lavoratori non-British. Il funzionamento di buona parte dei servizi (dai trasporti alla ristorazione) conta interamente su lavoratori europei ed extraeuropei, così come molti dei lavori altamente qualificati, come ad esempio nel settore della ricerca scientifica. Vedremo dunque cosa accadrà.